Angelo Inglese, il sarto italiano che veste Trump

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La sua sartoria a Ginosa in Puglia ha già confezionato nel 2011 la camicia indossata dal principe William nel giorno delle nozze con Kate. Pochi giorni fa una nuova consegna altrettanto illustre, questa volta negli Stati Uniti. La richiesta di una camicia è arrivata direttamente dal neo eletto presidente Donald Trump e la indosserà per la cerimonia di insediamento prevista per il prossimo 20 gennaio.

Angelo Inglese, camiciaio italiano famoso nel mondo, racconta in un’intervista la sua ultima creazione. “Si tratta di una camicia di altissima qualità, realizzata con un tessuto pregiato, in cotone. Sarà bianca classica, non sfarzosa, come rientra nei nostri standard qualitativi. Per gli addetti ai lavori si tratta di un tessuto 300 a due. Il presidente è un grande estimatore del bello e del Made in Italy, di tutto quello che è della nostra cultura, quindi sicuramente ci sarà un seguito”. Inglese ha poi continuato: “Sono stato contattato dal suo entourage, principalmente da una persona molto vicina e a lui (George Lombardi, ndr) e membro dell’associazione Mad for Italy, che fa cultura italiana in America rivolta agli italoamericani. Io e la mia sartoria facciamo parte di questo progetto e così siamo entrati in contatto col nuovo presidente degli Stati Uniti”

Tornando poi alla camicia del presidente Trump ha spiegato. “Le misure sono regolari, anche se preferisce indossare all’americana, ovvero delle camicie più larghe rispetto a come siamo abituati noi. Però succede così con tutti i miei clienti statunitensi: pian piano riesco ad avvicinarli alla vestibilità italiana, più elegante. E forse realizzeremo una collezione intera assieme a lui: anche se ora sarà molto occupato, c’è già il progetto”. Non manca una precisazione con la quale spiega che il suo lavoro deve essere tenuto distante da polemiche strettamente politiche: “Lavorare per Trump è un onore: il mio mantra è portare il Made in Italy nel mondo. E poi scusate: l’uomo che sta per diventare il capo della più grande potenza mondiale ha scelto un piccolo camiciaio di Ginosa di Puglia. Non dovrei esserne orgoglioso?”.

E proprio sull’orgoglio italiano e sul portare il Made in Italy nel mondo il sarto lancia una frecciatina a Bocelli e Il Volo, colpevoli a suo parere di aver rifiutato un invito da parte del neo presidente: “Non reputo il mio ingaggio come una questione politica. Io cerco di fare bene il mio lavoro al di là dell’ideologia. Voglio portare in alto la bandiera del Made in Italy, partendo dalle piccole realtà produttive. Io sono onorato di essere stato scelto da Donald Trump e ringrazio la comunità italo-americana, non mi va di entrare nei dettagli delle sue idee politiche. C’è una grande voglia di aiutare gli italiani dal punto di vista lavorativo: noi siamo molto bravi, ma abbiamo bisogno di una mano dall’estero in questo momento”. – sottolineando inoltre che . “Bocelli e Il Volo, dicendo di no al presidente degli Usa, non hanno detto di no a nome loro, hanno detto di no a nome dell’Italia. Non hanno chiesto agli italiani che cosa ne pensavano. Loro sono le colonne portanti della musica italiana, rappresentano l’Italia, quindi dovrebbero avere una responsabilità in più, nell’accettare come nel dire di no. Sono i portabandiera del nostro Paese.”

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)

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