Bacche di Goji: Italia prima produttrice in Europa

0

Cibo salutare, ricco di elementi nutritivi e ultima tendenza del mangiar bene. Le bacche di Goji da qualche anno sono entrate di prepotenza nella dieta quotidiana di molti di noi. Potrà sembrare strano ma questo prodotto, inizialmente di provenienza unicamente cinese, oggi rappresenta un fiore all’occhiello dei prodotti Made in Italy.

“Le bacche, utilizzate da millenni nella cucina e nella medicina cinese, hanno proprietà antiossidanti, sono ricche di vitamine e sali minerali e si sono guadagnate la fama di energizzante, pozione di giovinezza, frutto della salute, elisir sessuale. In breve le bacche di goji sono diventate un elemento imprescindibile nella dispensa del buon salutista nostrano. Dalle tisane ai dolci, dalle insalate alle confetture le bacche di goji si possono inserire in qualsiasi pasto fresche o disidratate. Il mercato è letteralmente esploso nel 2014, quando anche la grande distribuzione si è lanciata sul goji, venduto soprattutto in forma di bacche essiccate provenienti dalla Cina. Proprio la provenienza cinese ha rappresentato fin da subito il primo fattore di freno alla diffusione del goji, retaggio di una diffidenza piuttosto comune verso i prodotti alimentari cinesi.

Visto l’enorme mercato che si stava aprendo, diversi produttori europei hanno pensato di iniziare la coltivazione del goji nel vecchio continente, e far concorrenza dall’interno ai giganti orientali del mercato. In particolare il territorio italiano si sta dimostrando ideale per la coltivazione della bacca. Le prime coltivazioni italiane sono state avviate in Toscana, Marche, Piemonte e Calabria dove nella Piana di Sibari è nata la più grande: già 30mila piante attive e un progetto in espansione portato avanti da Favella Group. La prima coltivazione di goji in Italia è stata invece realizzata da Bio Fattorie Toscane cinque anni fa nella Val di Chiana aretina. Analizzati i terreni, l’acqua, il clima, ci si è accorti infatti che la Val di Chiana aveva caratteristiche simili alla valle del Xinjiang: entrambe hanno terreni alluvionali ricchi di sali minerali, un ph e un’escursione termica simili.” (da Huffingtonpost.it)

L’Italia è diventata la prima nazione europea nella produzione delle bacche “miracolose” grazie anche al progetto Gojiitaliano realizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Salerno e quella di Reggio Calabria.

“Grazie a questo progetto, nel Sud Italia, in particolar modo in Calabria, verranno coltivate bacche di gojii completamente biologiche, in seguito commercializzate da Lykion, una rete di trenta imprese dislocate in Sicilia, Calabria e Basilicata, che si occuperà dell’assistenza tecnica nonché del marketing e della promozione. L’area dedicata alla coltivazione delle bacche “miracolose” ha un’ampiezza di 15 ettari e presenta la particolarità di godere del favorevole clima mediterraneo, clima che permette alle preziose bacche di essere coltivate per ben sei mesi di seguito, con una crescita che va da una decina di centimetri a giugno agli oltre due metri di settembre. Inoltre, le bacche italiane avranno il pregio di sottostare alle normative europee in tema di coltivazione e conservazione, più stringenti rispetto a quelle medio orientali da cui, attualmente, la maggior parte delle bacche proviene, garantendo quindi una maggiore salubrità del prodotto. Commercialmente, le bacche di goji rappresentano un settore proficuo e in costante crescita.” (da dissapore.com)

 

clicca mi piace
The following two tabs change content below.
Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)

Ultimi post di Marco Tedesco (vedi tutti)

Rispondi

Benvenuto in Made Italia! Clicca