Come raccontare con efficacia la qualità del prodotto italiano nell’era digitale

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E’ stato pubblicato ieri da informazionesenzafiltro.it un articolo molto interessante dal titolo “Made in Italy: ignorantia non excusat“. Scritto da Marco Bettiol, ricercatore di economia e gestione delle imprese, docente di Internet Marketing nonchè autore del libro “Raccontare il Made in Italy. Un nuovo legame tra cultura e manifattura” (Marsilio, 2015), il pezzo descrive, in maniera molto chiara, la situazione attuale di molte aziende sparse nel territorio che vivono la difficoltà di non saper comunicare il valore del proprio prodotto, approcciandosi spesso in maniera inefficace ai moderni sistemi di comunicazione digitale.

La comunicazione virtuale è caratterizzata da ipertestualità, ipermedialità, elevata velocità e le aziende, oggi più che mai, si trovano a dover affrontare la sfida di “raccontare” e “dialogare” con il consumatore valorizzando la complessità e qualità del prodotto Made in Italy.

Vi riporto di seguito alcuni estratti dell’articolo:

Marco Bettiol
Marco Bettiol

La sfida che oggi siamo chiamati ad affrontare è di raccontare in modo più puntuale questa specificità della manifattura italiana, soprattutto alla luce della diffusione degli strumenti di comunicazione digitale. Non è un passaggio scontato. In passato le nostre imprese hanno spesso commesso un errore di valutazione: dare per scontato che il consumatore fosse consapevole della dimensione culturale del prodotto italiano. Un errore doppiamente pericoloso perché rischia di banalizzare la nostra produzione e di delegare ad altri (negozianti, catene distributive) il compito di colmare la distanza culturale con il mondo del consumo. […]

[…] A fronte di questa difficoltà nella comunicazione, l’interesse del consumatore verso il prodotto italiano non sta venendo meno. Anzi. Google stima che nell’ultimo anno le ricerche online di prodotti legati ai prodotti made in Italy sia aumentato del 12% su base mondiale.

[…] Per rispondere a questa crescente attenzione e allo stesso tempo valorizzare la qualità del made in Italy non è al marketing tradizionale, e ai suoi automatismi, che dobbiamo guardare. […] Al contrario dobbiamo orientarci verso una comunicazione dotata di una maggiore sensibilità umanistica e sufficientemente flessibile per garantire percorsi di approfondimento che si possono adattare alle caratteristiche dell’interlocutore.

Le due soluzioni possibili esposte da Bettiol: lo storytelling e la community

Partiamo dallo storytelling. La forza seduttiva della narrazione non la scopriamo di certo oggi. Il racconto di storie, in tutte le possibili forme, è da sempre non solo uno dei modi attraverso i quali mantenere viva la memoria sugli accadimenti del passato ma anche dare un significato a questi eventi. L’applicazione di tecniche di comunicazione narrativa nell’ambito dell’impresa si sta diffondendo in ragione di una crescente domanda di senso da parte del consumatore che è alla ricerca non tanto di prodotti ma di significati originali. E’ proprio attraverso il racconto che le nostre imprese hanno la possibilità di rispondere a questa richiesta facendo emergere la complessità culturale che è alla base del loro agire. […] Alcune imprese italiane hanno dimostrato di saper raccontare il proprio prodotto in modo efficace investendo sul sito web, altre invece abbracciando la rivoluzione dei social network. Sicuramente quello che conta è la qualità della storia raccontata.

La seconda direzione che le nostre imprese potrebbero intraprendere è quella di dialogare con il consumatore. Non c’è modo migliore di far capire la complessità (e la qualità) del proprio prodotto se non coinvolgendo attivamente il consumatore nel processo di definizione dello stesso. Uno degli elementi che contraddistingue da sempre le nostre imprese è la capacità di saper personalizzare il prodotto, adattandosi alle richieste del cliente. Con il digitale questa capacità non può che trovare un’ulteriore valorizzazione superando i limiti dell’incontro in presenza. Le imprese oggi possono offrire questo servizio a un pubblico geograficamente più ampio sia con modalità informali, dialogando in rete con i consumatori. […]

Entrambe le soluzioni rappresentano due diverse direzioni che permettono di sfruttare pienamente il potenziale della rete contribuendo a plasmare una nuova cultura e differenti forme e modalità di sentire. L’azienda moderna è chiamata a nuovi universi di conoscenza ed esperienza, all’intima capacità di raccontare il proprio mondo al consumatore, valorizzando al massimo la storia, le caratteristiche e l’anima di prodotti che, non ci stancheremo mai di sottolinearlo, sono unici e sempre più ricercati nel mondo.

Vi riportiamo il link dell’articolo completo che consigliamo vivamente di leggere: Made in Italy: ignorantia non excusat.

 

 

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
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