Crolla la produzione di miele italiano

0
Share

Il miele Made in Italy vive una delle peggiori annate di sempre con la produzione che crolla a picco. ANSA.IT ha riportato lunedì scorso questi dati alquanto sconcertanti:

 “Per l’apicoltura nazionale il 2016 è una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni, con un crollo della produzione made in Italy del 70%. Per la raccolta decimata dai cambiamenti climatici e dai pesticidi, con punte di zero produzione per quello d’acacia in Piemonte e Triveneto e per quello di agrumi in Sicilia, sugli scaffali della grande distribuzione non ci sarà quest’anno sufficiente produzione italiana, molto rinomata, e quello presente avrà listini rincarati in media del 20%. E’ il grido d’allarme lanciato dal presidente dell’Osservatorio Nazionale Miele Giancarlo Naldi e dal presidente Conapi (Consorzio nazionale Apicoltori) Diego Pagani, in un incontro alla presenza del vice ministro alle Politiche agricole Andrea Olivero.”

Diverse le cause legate alla crisi della produzione che potrebbero quest’anno portare ad un aumento dei prezzi di oltre il 20%. Repubblica.it le ha così spiegate:

“Ma perché l’apicoltura italiana è in ginocchio? ”Le cause sono sostanzialmente due: i cambiamenti climatici, di cui le api sono il primo sensore, e l’abuso di pesticidi in agricoltura, che provoca il fenomeno dello spopolamento improvviso di intere colonie. Le api sono delle vere e proprie sentinelle ambientali, dei bioindicatori capaci di intercettare immediatamente le sostanze inquinanti. Peccato che il progetto Beenet che monitorava lo stato di salute delle api, sia stato interrotto nel 2014 per mancanza di fondi”.

Al clima ostile e ai pesticidi, come se non bastasse, si aggiunge anche l’aumento di vendite di prodotti stranieri spesso di dubbia provenienza. Da 12alle12.it:

“Il giro d’affari del settore è stimato in 70 milioni di euro da Coldiretti che lancia l’allarme invasione dello straniero con un aumento dell’import del 13% che supera la produzione nostrana: i barattoli di prodotto cinese, ungherese e rumeno – sottolinea l’organizzazione agricola – hanno superato quest’anno la produzione nazionale. Il 20% del prodotto straniero arriva peraltro dalla Cina, dove è consentito l’uso del polline Ogm, così come in Romania, Paese che si colloca nella classifica dei principali esportatori in Italia, guidata da un’altra nazione dell’Est, l’Ungheria”.

clicca mi piace
The following two tabs change content below.
Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
Share

Rispondi

Benvenuto in Made Italia! Clicca