Elezioni USA, cosa succederà al Made in Italy?

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Ci siamo quasi, ancora poche ore d’attesa e finalmente verrà svelato il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Il popolo americano a breve si presenterà alle urne dopo aver assistito per mesi ad una campagna elettorale tanto dura quanto teatrale per eleggere il dopo Obama. I due contendenti, Trump e Clinton, hanno palesato fin dall’inizio le possibili iniziative da mettere in atto per far crescere l’economia USA al punto che gli esperti di mezzo mondo ipotizzano da tempo le eventuali conseguenze che potrebbero derivare dall’elezione di domani.

E l’Italia? Il Made in Italy e il nostro export potrebbero ricavare vantaggi dalla vittoria repubblicana piuttosto che da quella democratica? Il nostro paese, così come la nostra economia, sono da sempre legate (e in parte dipendenti) alle decisioni politiche dei cugini americani. La relazione speciale dell’Italia con gli Stati Uniti è data dalla storia, in particolare dalla grande componente degli immigrati italiani nella società americana.

Basti pensare che abbiamo esportato solo nei primi sei mesi del 2016, verso gli Usa, merci per un valore di circa 18 miliardi di euro di cui autoveicoli (1.8 mld), veicoli navali (1.3 mld), prodotti alimentari (790 milioni), abbigliamento e moda (790 milioni), areomobili (712 milioni) e prodotti farmaceutici (696 milioni).

Alla luce di quanto promesso dai due candidati possiamo ipotizzare che, in caso di vittoria di Donald Trump, intenzionato ad aumentare il protezionismo, i nostri settori che potrebbero trarre maggiori vantaggi sono:

  • Farmaceutico, con molte aziende italiane quotate in America.
  • Infrastrutture, il candidato repubblicano punta a rinforzare il sistema interno raddoppiando gli investimenti proposti dalla Clinton.
  • Difesa e armamenti, altro punto cruciale su cui Trump pone le sue leve con il potenziamento della lotta all’Isis. Negli Stati Uniti il 42% delle armi leggere importate è di origine italiana.

trump

Diversamente il programma di Hillary Clinton, di stampo molto meno protezionista rispetto al rivale, potrebbe favorire altri comparti quali:

  • Agroalimentare, continuando il trend positivo degli ultimi anni che vede l’Italia ai primi posti nelle esportazioni di prodotti alimentari
  • Moda e abbigliamento, altro settore di punta del nostro export
  • Settore energetico, la candidata democratica, al contrario di Trump che nega all’origine l’esistenza del riscaldamento globale, ha preso una posizione netta a favore della lotta al cambiamento climatico, dichiarandosi intenzionata ad investire nelle energie rinnovabili e pulite.

clinton

A decidere le sorti dello scontro, seppur in piccola percentuale, anche i voti di circa 10 milioni di italo-americani che tra poco esprimeranno la loro preferenza.

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)

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