Expo: beffa per il Made in Italy. Prodotti contraffatti nel Padiglione Russo

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La sede è quella di Expo Milano 2015, vetrina mondiale sull’alimentazione e la nutrizione, che offre la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese.

“Di ogni Paese” e già… non si puo’ fare a meno di sottolinearlo, perché si tratta di un’Esposizione Universale alla quale partecipano ben 145 paesi; opportunità straordinaria per esprimere il significato e i contenuti della loro presenza. Infatti se il compito di un’Esposizione è quello di lasciare in eredità un’esperienza culturale, sociale, scientifica e tecnologica, ciò sarà possibile solo grazie all’apporto dei suoi Partecipanti, cuore e anima dell’evento.

Expo rappresenta indubbiamente un viaggio nei colori, nella cultura e tradizione di ogni popolo e non manca di riservare sorprese  ai suoi visitatori… come quella al giornalista del quotidiano Libero, Attilio Barbieri, nel Padiglione della Russia.

Nella sala dedicata al Tatarstan, la terra dei tartari, una repubblica autonoma della federazione russa, in bella mostra in una teca di cristallo al secondo piano del Padiglione vi sono le eccellenze lattiero casearie della regione. Nulla di strano direte… a parte l’amara scoperta che suona come una beffa… i formaggi esposti sono falsi italiani sulla cui etichetta spunta il nostro tricolore e scritte quali “Italian style”, “Original italian recipe”.

La Russia non solo sviluppa la produzione nazionale di “Prodotti contraffatti”, ma li porta addirittura ad Expo mettendo in mostra nel Padiglione il formaggio con marchio “Prego” e l’Italia, per ovvi motivi, non ringrazia. La vicenda, infatti, ha colpito la Coldiretti la quale denuncia un crollo del 30,6% che riguarda tutti i settori ed in particolare quelli interessati dall’embargo del 06 agosto 2014 che ha sancito il divieto di ingresso di una lista di prodotti agroalimentari. Ai danni indiretti dovuti alle mancate esportazioni si sommano quindi anche quelli diretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione ispirati al Made in Italy.

La Russia è del resto terza, dopo Cina e Stati Uniti, per falsificazioni del Made in Italy, ma come scrive lo stesso Barbieri “ci vuole un bel coraggio a portare dei tarocchi tartari all’Expo, in Italia. E spacciarli per eccellenze russe.”

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Lidia Acciarito

Scrittrice per caso, mi sorprendo ogni volta nel guardare con occhi nuovi la bellezza del nostro paese e scoprirne aspetti sempre inediti da condividere nel Blog con tutti voi!
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