ExpoInCittà, 25.000 eventi e l’arte di Leonardo e Michelangelo

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La città di Milano, per valorizzare e integrare ulteriormente Expo 2015, ha pianificato ExpoInCittà, strutturando migliaia di eventi e manifestazioni culturali, che accompagneranno durante tutto il semestre dell’Esposizione Universale i visitatori, i cittadini e i turisti nella città Meneghina. Show cooking, artisti di strada, mostre, concerti, manifestazioni sportive e di design, gli appuntamenti saranno più di venticinquemila, oltre cento al giorno. Per potersi meglio orientare è stata ideata l’app expoincittà, è gratuita e facile da usare, rende in pochi clic tutte le informazioni degli eventi in maniera referenziata.

Tantissimi i musei che hanno aderito a ExpoInCittà, opere d’arte dal valore inestimabile saranno più facilmente accessibili al pubblico e, per l’occasione, sono stati valorizzati siti architettonici e archeologici,  così da incrementare l’interesse verso il nostro patrimonio culturale. Solo una città con una passione mai doma verso le belle arti come Milano, ininterrottamente in fermento e mecenatica, può offrire ai suoi visitatori capolavori assoluti.

Due esempi fra tutti: le mostre su Leonardo Da Vinci e la Pietà Rondanini di Michelangelo.

Leonardo Da Vinci.  Milano è già posseditrice delle sue più belle opere. Giusto per citare le più famose, in città troviamo: il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, Il codice Atlantico, il codice Trivulziano. Per ExpoInCittà è stata allestita al Palazzo Reale una mostra monotematica su Leonardo dove è possibile visionare manoscritti, dipinti e disegni. Per arricchire ulteriormente la quantità espositiva di Palazzo Reale, sono state aggiunte opere leonardesche ottenute in prestito dai più importanti musei italiani ed esteri. Un ulteriore evento dedicato lo troviamo al Museo Internazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, che invece dà adito all’estro scientifico del genio vinciano proponendo le ricostruzioni dei suoi macchinari, sia fisiche che digitali in 3D, ai visitatori. Il Maestro Da Vinci, lungimirante, progettava su carta macchine avveniristiche, anticipando di secoli invenzioni come: carro armato, sottomarino e persino macchine per permettere all’uomo di volare. Di ingegno polivalente, infatti, oltre all’arte Leonardo si è occupato anche di illustrazioni tecniche, interessato all’anatomia umana, animale e vegetale, musicista e grande scenografo di corte per i più importanti mecenati del risorgimento, a Milano fu accolto da Ludovico Maria Sforza detto il Moro, suo grande estimatore.

L'Ultima Cena, Leonardo da Vinci

il Cenacolo di Santa Maria Delle Grazie di Leonardo

La Pietà Rondanini. E’ l’ultima opera di Michelangelo Buonarroti. Dopo la morte dell’artista fiorentino, risalente al 1564, la scultura fu da subito classificata come opera <<sbozzata e non finita>>. Negli anni successivi se ne persero le tracce, per poi ritrovarla presso la villa del Marchese Rondinini a Firenze (non Rondanini). Nel 1952 fu acquistata dal comune di Milano e, nel 1956, fu situata al Museo d’arte Antica del Castello Sforzesco. Oggi, dopo 60 anni, l’opera ha trovato finalmente in maniera definitiva una location ad hoc, l’Antico Ospedale Spagnolo. La sala è ubicata sempre all’interno del Castello Sforzesco ed è frutto di un duro lavoro di restauro e progettazione. Dove, se non in un luogo in cui venivano portati feriti e moribondi può stare la Pietà; si ha quasi la percezione che luogo e statua si completino vicendevolmente.

Pietà Rondinani

La Pietà Rondanini

Molti storici dell’arte affermano che un’opera deve apparire strutturata in maniera omogenea, cioè accostarsi a una tematica e non apparire disunita. Se tale affermazione è vera, allora la Pietà Rondanini è una straordinaria eccezione alla regola. Visionando la statua si colgono subito le differenze tra la parte inferiore e quella superiore ed è facile etichettarla come opera incompleta. Tuttavia ci sono studiosi d’arte che non sono d’accordo con tale affermazione, sono più propensi a considerarla come risultato del cambiamento di stile che subì con la maturità Michelangelo. Ad un’analisi approfondita appaiono evidenti i ripensamenti che ebbe l’artista sull’opera. La parte inferiore si rifà a uno stile realistico-anatomico e, di certo, se tutta la statua fosse stata scolpita con questo metro, apparrebbe stilisticamente impeccabile. La parte superiore è riconducibile allo stile espressionistico-gotico, infatti Michelangelo con l’avanzare dell’età si avvicinò sempre più al tema religioso, lasciandolo trasparire anche nella sua arte. Gesù e la Madonna sono stati scolpiti in un unico blocco ed è proprio questo che rende così intimo il contatto tra i due. La mano sinistra appena abbozzata della Madonna si fonde col corpo di Cristo; l’abbraccio che la Madre rivolge al Figlio è struggente; commovente la semplicità dei due visi. La Pietà Rondanini è in grado di farci percepire un forte senso di umanità e compassione.

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Sebastiano Giansiracusa

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