Il M.I.T. premia il meglio dell’innovazione Made in Italy

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Il M.I.T Technology Review Italia, fondato da Romano Prodi e Alessandro Ovi, è la versione italiana della omonima e celebre rivista di Boston, i suoi scopi sono quello di monitorare, recensire e documentare le innovazioni apportate nel campo tecnologico-scientifico, valutandone il concreto impatto nella vita quotidiana. Da pochi giorni il comitato scientifico del M.I.T. Italia -presieduto da Romano Prodi- insieme ai rappresentanti del mondo accademico, giornalisti ed esponenti del mondo industriale hanno scelto e premiato, tra una folta schiera di aziende italiane, quelle che hanno proposto un’innovazione nel proprio settore, tali da sbaragliare la concorrenza e insidiare la leadership delle altre. Le aziende vincitrici, titolate come “disruptive” -cioè: estremamente dirompente- in totale sono dieci. Vediamo di presentarle dandone una breve descrizione:

  • Texa, con sede a Treviso; progetta, sviluppa e realizza prodotti diagnostici nel settore automotive.
  • Almawave, con sede a Roma; è un ramo di Almaviva Contact. Fornisce servizi Big Data e, inoltre, si occupa di Custumer Interaction e Knowledge Managment.
  • Bio-on, con sede a Bologna; ha messo a punto il MINERV-PHA, è un biopolimero (il PHA, polidroalcanoati, si ottiene dalla fermentazione degli zuccheri) in grado di degradarsi in acqua in dieci giorni. Innovazione che rappresenta il futuro della biodegradabilità mondiale che mira a sostituire le sostanze  plastiche altamente inquinanti.
  • Brembo, con sede a Bergamo; sta collaborando con ST-microelectronics per la realizzazione di freni a controllo elettronico dotati anche di un sistema di recupero dell’energia dispersa durante la frenata.
  • Coelux, con sede a Lomazzo (CO); è una start-up, ha messo a punto un sistema capace di riprodurre perfettamente la luce naturale in ambienti chiusi o scarsamente illuminati (metropolitana, sotterranei, sale operatorie, ecc.) agendo positivamente sull’umore e sulla fisiologia dell’individuo.
  • Fin-Ceramica, con sede a Faenza (RA); è una spin off dell’Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici del CNR (ISTEC-CNR). La società sviluppa, produce e commercializza innovative soluzioni terapeutiche nel settore biomedico.
  • Greenrail, con sede a Palermo; produce traversine ferroviarie costituite da una miscela di plastica riciclata e gomma. I “bio” binari posseggono caratteristiche di confort, meno vibrazioni e rumore, maggior durata negli anni senza perdere efficienza, generare energia verde e resistenza allo spostamento laterale.
  • Holostem, con sede a Modena; è una spin-off nata dalla collaborazione dei ricercatori dell’università di Modena e Reggio Emilia con la partecipazione di Chiesi Farmaceutici spa. Il settore in cui occupa è quello delle biotecnologie e promuove la medicina rigenerativa utilizzando cellule staminali epiteliali.
  • Horus, con sede a Genova; start-up che ha brevettato un dispositivo di aiuto a ipovedenti e ciechi, ha la forma di un occhiale capace di riconoscere lo spazio intorno a sé (strisce pedonali, visi, strade, testi) elaborando tali informazioni in audio trasmesso con appositi auricolari integrati.
  • Sun4People, con sede a Catania; è l’unica Onlus tra i premiati. Ha ideato un dispositivo in grado di rendere potabile l’acqua insalubre –eliminando virus, batteri e particelle nocive- e riciclare l’energia in surplus durante il processo di purificazione.

Se escludiamo la Brembo, tutte le altre aziende succitate sono medio piccole con esigui capitali sociali e la concorrenza internazionale dotata di solide basi economiche, anche se con prodotti qualitativamente inferiori, può eclissarle. Per il salto di qualità e imporsi nel mercato globale hanno bisogno di partner industriali forti che le appoggino economicamente. <<Altrimenti- come puntualizza Alessandro Ovi -la disruption resta potenziale e non nascono quelle aziende globali e innovative di cui abbiamo bisogno>>.

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Sebastiano Giansiracusa

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