Il Veneto torna ad investire sulla seta

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E’ stata presentata a Mestre la nuova AIG  – Associazione Nazionale Gelsibachicoltura, rifondata da 8 soci veneti con lo scopo di  far rinascere gli allevamenti di bachi da seta, settore ad oggi quasi estinto ma figlio di una tradizione di tutto rispetto nel Nord Est Italia.

Martino Cerantola, presidente di Coldiretti, spiega così l’iniziativa: “Ogni anno arrivano dalla Cina circa 3mila tonnellate di seta tra filati e tessuti, mentre la produzione nazionale è praticamente azzerata. Tuttavia, se pensiamo al valore che può essere riconosciuto alla produzione nazionale, si aprono grandi possibilità per il riavvio di un comparto, quello bachicolo, che negli anni ’50 solo in Veneto, contava 40mila allevamenti. Sullo sfondo c’è il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 che contribuisce all’ammodernamento delle aziende professionali, sia dal lato delle attrezzature che dal lato strutturale. Per tutte le imprese agricole in genere c’è la possibilità di realizzare siepi campestri con piante di gelso, oppure veri e propri impianti specializzati (gelseti) con un contributo al 100% rispetto ai costi di realizzazione. Per fortuna non è necessario sempre e comunque ripartire dall’impianto, perché molte di queste piante storiche appartengono ormai al patrimonio del territorio e sono ancora presenti nei filari delle nostre campagne”.

Le basi su cui lavorare sono già abbastanza solide. Basta pensare alle multe imposte dal comune di Moriago a chi abbatte un gelso, habitat naturale dei bachi, con l’obbligo di riparare al danno con altre sei piante o all’imposizione di  regole ferree di potatura utili a salvaguardare il più possibile gli alberi.

A dare il buon esempio Giorgio Simionato, uno dei fondatori della AIG, che ha ben pensato di far piantare 25mila gelsi che già a Settembre saranno pronti ad accogliere i bachi.

A fare il punto della situazione anche Fernando Pellizzari, neo presidente dell’Associazione: “Siamo all’anno zero, ma puntiamo a mille realtà sul territorio. I nuovi bachicoltori sono i figli di chi ha conservato strumenti e segreti del mestiere, molti di loro ancora studenti, altri già nuovi agricoltori insediatisi con il Programma di Sviluppo Rurale che hanno dimostrato un rinnovato interesse verso una professione in via d’estinzione, proprio come lo erano i “cavalieri” che non filavano più, per colpa di un prodotto usato per la cura dei frutteti”.

Viene così nuovamente citato il Programma di Sviluppo Rurale che ricordiamo si basa su tre obiettivi strategici di lungo termine per la politica dell’UE nel periodo 2014-2020:

  1. stimolare la competitività del settore agricolo.
  2. garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima.
  3. realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, comprese la creazione e la difesa dei posti di lavoro.

I presupposti per tornare a produrre seta 100% Made in Italy ci sono tutti e nei prossimi anni dovremmo iniziare a raccogliere i frutti di ottime iniziative come questa.

 

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
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