Macchinari industriali e cucine: il Made in Italy che rinasce

0
Share

Il mese di Ottobre è ricco di notizie positive per l’export di materie e prodotti italiani nel mondo. I giornali nazionali hanno riportato in questi giorni numeri e percentuali che fanno ben sperare in una crescita lenta ma in continuo miglioramento. Il sole24ore.com ha indicato nella sezione Economia i dati degli scambi del mercato nazionale con l’Ucraina che, dopo lo stallo di questi anni causato anche dalla crisi con la Russia, ha finalmente ricominciato a muoversi. Da gennaio a giugno 2016 l’export di prodotti Made in Italy verso Kiev ha avuto un’impennata del +21.5% con un aumento di guadagno per le nostre aziende pari a 480 milioni di euro rispetto al 2015. A fare da traino la vendita di macchinari industriali con un +40.2% di vendite in più e un giro di affari che ruota intorno ai 128 miliardi di euro. In netto miglioramento anche il settore degli articoli in gomma e materie plastiche (+44.9%), mezzi di trasporto (+44.3%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+42.1%).

Dai grafici forniti dall’Istat e che riportiamo di seguito è possibile individuare tutti i settori in crescita e quelli che ancora oggi stentano a ripartire:

dati_ucraina

Altre buone notizie arrivano dall’export di cucine italiane nel mondo le cui vendite hanno fatto un balzo del +10% soprattutto negli Stati Uniti la cui richiesta è aumentata del +71%. Lo stile, la qualità e il design del nostro paese hanno contribuito alla rinascita di questo settore che ha portato ad oggi l’Italia ad essere il terzo esportatore mondiale di cucine dopo Germania e Cina. A spiegare nei dettagli questa inversione di rotta Aurelio Volpe, Presidente del Comitato Scientifico del Centro Studi Csil: “L’export sta andando bene e sta ravvivando la produzione delle aziende. Non dimentichiamo che questo settore qualche anno fa aveva circa 200 aziende importanti, oggi tra quelle che contano ce ne sono appena 50. E buoni esportatori sono circa una mezza dozzina. Prevediamo quindi un’ulteriore fase di concentrazione del settore. La torta è sempre più piccola. E per competere all’estero servono investimenti: non sono tante le imprese che se lo possono permettere. – Volpe ha poi specificato che – a fronte della caduta della domanda interna e del minore reddito disponibile delle famiglie italiane, i produttori hanno puntato a soddisfare il mercato con ambienti più lineari e semplici a prezzo contenuto. Una scelta che ha favorito la crescita delle esportazioni, anche se in esse la componente costituita dalle fasce medio alta, alta e lusso ha un peso maggiore rispetto ai consumi interni”.

 

clicca mi piace
The following two tabs change content below.
Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
Share

Rispondi

Benvenuto in Made Italia! Clicca