Manfredi Manara, quando la scarpa è Made in Italy

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Un’interessante intervista è stata pubblicata questa settimana da Vogue, rilasciata dal talentuoso shoe designer Manfredi Manara, creatore di collezioni uniche e tutte Made in Italy.

Classe 1990, padre italiano e madre argentina, cresciuto tra Londra e Milano, Manara è solo alla sua seconda collezione e presenta già un’importante maturità estetica che spesso i giovani designer acquisiscono nel tempo.

Studia al London College of Fashion e con le prime esperienze lavorative a Londra, Parigi e New York, capisce che vuole concentrarsi sulla scarpa col tacco. Affina le tecniche calzaturiere artigianali nei più importanti distretti italiani del Veneto e della Lombardia, dove diverse maison internazionali si appoggiano per la produzione dei loro accessori.

Da qui inizia il suo viaggio: studia con precisione le forme classiche delle calzature esaltando l’esilità così come la femminilità. In ogni modello troviamo una patina di romanticismo grazie alle sue delicate e discrete decorazioni fatte di nappine, frange, ricami, fiocchi che evocano l’assoluta eleganza e l’alta sartoria.

Ogni calzatura, completamente Made in Italy, dal sandalo stiletto alla slides con block heel, porta il nome di un personaggio epico: ne è esempio Marfisia e Bradamante, eroine-guerriere nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Padre italiano, madre argentina, cresciuto tra Londra e Milano. Quanto ti hanno influenzato queste diverse culture e Paesi?

Non credo di essere stato necessariamente influenzato dalla diversità culturale del mio background. Sicuramente la mia famiglia ha contribuito a fare di me una persona curiosa e versatile, ma credo che questi siano valori dovuti a una certa apertura mentale che prescinde dal contesto familiare.

Hai iniziato dalla gavetta, lavorando in alcuni dei più importanti distretti calzaturifici. Ci puoi raccontare di com’è iniziato tutto?

Le diverse esperienze che ho avuto nel mondo della moda e della calzatura sono state fondamentali alla mia formazione. Ho una formazione universitaria che spazia dal marketing al fashion alla fotografia, ma sono sempre stato attratto dall’artigianato e dal Made in Italy. I grandi calzaturifici rappresentavano all’epoca un compromesso interessante tra i miei vari interessi, e mi hanno permesso di apprendere moltissimo, dalle tecniche di manifattura artigianali, al management d’impresa.

Quando ti sei sentito pronto per lanciare una collezione con il tuo nome?

Lavorare per terzi è stato molto utile e formativo e mi ha spinto a correre il rischio e ad avventurarmi nel mondo dell’imprenditoria. Sentivo l’esigenza di esprimere liberamente la mia creatività senza imposizioni, anche a costo di sacrifici.

Qual è la particolarità delle tue calzature?

Il mio segno distintivo sono le passamanerie, comunemente associate alla decorazione d’interni di lusso e all’alta sartoria.

Le tue calzature sono Made in Italy: che plus ha un prodotto completamente italiano?

Il vantaggio assoluto di un prodotto Made in Italy risiede nella qualità tanto della materia prima quanto della manifattura; concentrare la produzione in Italia mi ha inoltre permesso di instaurare un rapporto di fiducia con i fornitori, che visito personalmente e con frequenza. Scegliere personalmente i colori dei tessuti, le texture e gli accessori mi permette di coordinare la produzione a 360 gradi e di assistere a tutte le fasi di creazione.

Qual è il tuo motto?

“O si è un’opera d’arte, o la si indossa” Oscar Wilde.

Dove prendi ispirazione?

Prevalentemente alle dive del cinema italiano: Sophia Loren, Virna Lisi, Silvana Mangano… tuttavia, Manfredi Manara non è un brand retrogrado che vuole far rivivere un’epoca passata. Mi piace venerare l’immagine di una donna raffinata e senza tempo, le cui calzature ne esaltano le forme e la silhouette, ma allo stesso tempo giovane, dinamica e intraprendente. Per questo cerco di proporre modelli in cui certi dettagli innovativi ringiovaniscono le forme classiche.

Hai una musa o un’icona che vorresti indossasse le tue calzature?

Una giovane principessa.

Con quale stilista ti piacerebbe collaborare?

Marchesa, Rodarte, Luisa Beccaria, Erdem, Rochas.

Dove possiamo trovare le tue calzature?

Da N.30 in Via della Spiga a Milano e da Colognese a Montebelluna.

(fonte vogue.it)

 

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
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