Nella vecchia fattoria non c’è più nessuno

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Si chiama “L’Italia in fattoria” l’ultimo dossier della Coldiretti presentato alla Fieragricola di Verona e che punta i riflettori sulla crisi che coinvolge gli allevamenti italiani. Nel documento viene espressa una seria preoccupazione per la scomparsa di ben 2 milioni di animali tra mucche, pecore e maiali e la chiusura di oltre mille stalle solo nel 2015.

Il rischio reale è quello di perdere il primato dell’enogastronomia Made in Italy, settore che potrebbe dipendere sempre più dall’estero nell’importazione di carne, salumi, latte e formaggi già oggi vicina al 40%.

A spiegare il quadro preoccupante il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo: “Le norme europee e le distorsioni di mercato dalla stalla allo scaffale stanno provocando la scomparsa dell’allevamento italiano che alimenta un comparto economico che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35 per cento dell’intero agroalimentare nazionale, con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale con circa 800mila persone al lavoro. La normativa comunitaria che consente di spacciare come Made in Italy prodotti importati dall’estero minaccia l’estinzione di ben 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale della precedente programmazione. Il risultato è che gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle. La battaglia di Coldiretti per la trasparenza in Europa – ha affermato Moncalvo – continua anche sul versante del prezzo del latte, per garantire la giusta remunerazione degli allevatori italiani ai quali il latte viene pagato ben al di sotto dei costi di produzione”.

“In gioco – spiega la Coldiretti – c’è il futuro della fattoria Italia dove sono ancora allevati 49 milioni di galline per le uova, 8,7 milioni di maiali, 7,2 milioni di pecore, 6,5 milioni di conigli, 6,1 milioni di bovini, quasi un milione di capre, 370mila bufale, 400mila cavalli e 50mila asini. Un esercito di animali al quale è stato recentemente affidata anche una funzione educativa con la pet-therapy che è entrata prepotentemente tra le nuove attività previste dalla legge sull’agricoltura sociale fortemente sostenuta dalla Coldiretti e approvata dal Parlamento nell’agosto 2015. Fra le pratiche di agricoltura sociale vi sono infatti i servizi di cura e assistenza terapeutica come l’ippoterapia o l’onoterapia senza dimenticare la funzione formativa e conoscitiva soprattutto nei confronti delle nuove generazioni svolta dalle fattorie didattiche con l’apicoltura e gli allevamenti”.

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
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