Pasqua, che sia Made in Italy

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Vi riproponiamo il post sulla Pasqua pubblicato sul Blog lo scorso anno ma attualissimo anche per questo 2016:

(scritto da Sebastiano Giansiracusa)

Ci troviamo nella fase terminale della quaresima che etimologicamente deriva dal latino quadragesima (dies) che tradotto sta per “quarantesimo giorno”. E’ il periodo dell’anno che invita i fedeli alla conversione a Dio con digiuno, preghiere e carità. Nella liturgia cattolica, la quaresima, prende origine dai 40 giorni che Gesù trascorse nel deserto dopo esser stato battezzato. Questo tempo liturgico inizia col mercoledì delle ceneri e termina il giovedì Santo, entrando nel culmine delle celebrazioni eucaristiche pasquali con la resurrezione di Gesù: Pasqua. Come ben sapete è una festa mobile, cioè ogni anno cambia il giorno della sua ricorrenza ed è quindi necessario calcolarlo. Non staremo qui ad addentrarci su come si effettua il calcolo ma ci limiteremo solo a darvi degli spunti per delle ricerche qualora voleste approfondire l’argomento. Uno dei metodi più utilizzati, che è tra i più antichi, è il metodo dell’epatta, che definisce l’età della luna il primo giorno dell’anno; un altro metodo fu messo a punto da Gauss nel XIX secolo, che consiste sostanzialmente in un algoritmo in grado di dare il giorno preciso dell’anno in cui la Pasqua cade, l’algoritmo è valido per ogni anno.

Lungi da noi dare lezioni di catechesi, ci sono già organi  predisposti a farlo. E’ solo che  il periodo pasquale  è un periodo intenso dell’anno  per tutti, credenti e non; e come può, ad esempio, un non credente mantenersi alla larga da certe processioni o usanze, anche se fortemente cariche di simbolismo religioso? In un paese come l’Italia, indipendente dalla Chiesa per costituzione, ma intriso da millenni di cattolicesimo? Noi ci sentiamo di dare una risposta: non può e, soprattutto, non deve allontanarsi il non credente come non lo deve fare chi professa un’altra religione, perché è solo con l’aggiunta che ci si arricchisce, si scopre il nuovo e lo si apprezza, avanzando verso un più pacifico stato di convivenza tra pensieri opposti.

Pasqua è anche sinonimo di bella stagione. La campagna va in fiore facendo da cornice a nuovi amori o al rinsaldarsi di uno già presente. E dove mettiamo tutte le prelibatezze che ci attendono al pranzo nel giorno di Pasqua?

Regina incontrastata, dolce simbolo della pasqua, è la colomba, di cui possiamo vantare il Made in Italy. Si pensa abbia avuto origine nel periodo medievale, almeno da quanto narrano alcune leggende. Le più famose sono:

– La battaglia di Legnano, dove i lombardi vinsero contro Federico Barbarossa dopo che il loro esercito fu sorvolato da tre colombe.

– San Colombano, leggenda che narra della regina Teodolinda, che invitato a pranzo proprio Colombano (siamo nel periodo di quaresima) si vide tramutare tutto il ricco banchetto, opulento di selvaggina, in dolci di pane a forma di colomba.

– Re Albino, sovrano dei longobardi, riuscì a conquistare Pavia, ma agli abitanti non fu torto neanche un capello , perché Albino ricevette in dono un dolce a forma di colomba che lo lasciò entusiasta per il gusto, tanto da risparmiare dalla distruzione la città e i suoi abitanti.

Se la colomba trae origine dalla tradizione culinaria del settentrione, nel meridione, e soprattutto in Sicilia, a Pasqua vengono serviti altri dolci, forse meno conosciuti, chiamati  “pani cu l’ova”(pane con le uova) o detti anche “aceddi cu l’ova”(uccelli con le uova). Si tratta di pane con le più disparate forme (colombe, porcospini, cestini, corone, ecc.) con racchiuso all’interno un uovo (o più). Anche qui troviamo diverse leggende che vorrebbero spiegarne l’origine, in tempi passati era utilizzato come dono tra fidanzati, o anche donato ai bambini il giorno di Pasquetta.

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Di origine molto più recente, sono le uova al cioccolato, ed anche qui i maestri pasticcieri italiani sanno il fatto loro. E poi ancora centinaia di altri dolci e pietanze che fanno capolino il giorno di Pasqua.  Sarebbe impossibile citarle una per una, trovandoci in un contesto così ricco e variegato, come è l’arte culinaria italiana.

Saremmo lieti che sfruttaste lo spazio dedicato ai commenti di questo post per segnalarci con una breve descrizione il piatto tipico della vostra zona, o feste e sagre che riteniate meritino essere menzionate.

Buona Pasqua a tutti!

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
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