#pizzaUnesco, anche Gabbani firma per la pizza patrimonio dell’umanità | Made Italia

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“Sono un amante della pizza e Napoli è certamente una delle mie città preferite”. Sono le parole di Francesco Gabbani che ha scelto di firmare la petizione #pizzaUnesco. Ad accogliere il vincitore di Sanremo al Napoli Pizza Village è stato il presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della campagna mondiale a sostegno di una candidatura Unesco.

“L’adesione dell’artista toscano – dichiara Pecoraro Scanio – conferma sempre più la caratteristica di questa campagna, che non riguarda solo Napoli e la Campania ma l’orgoglio di tutti gli italiani nel difendere l’origine della cultura artigianale, all’ombra del Vesuvio, che sta dietro la preparazione della pietanza più consumata al mondo”.

Oltre 1,5 milioni di cittadini da 80 paesi, e tra questi centinaia di personalità, realtà istituzionali,culturali e della società civile, hanno aderito alla petizione che chiede questa candidatura.

clicca qui per firmare anche tu la petizione

Il 04 Marzo 2016 la Commissione italiana per l’Unesco ha candidato l’Arte dei Pizzaiuoli napoletani per l’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità .

La Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO riunisce il patrimonio culturale immateriale considerato più rappresentativo di uno Stato: in tal senso “L’Arte tradizionale dei Pizzaiuoli Napoletani” rappresenta un esempio tra i più evidenti di patrimonio culturale italiano.

Quest’Arte, che nasce e si tramanda a Napoli da secoli, di generazione in generazione, consiste nel manipolare due sostanze basilari come l’acqua e la farina in modo tale da creare dei dischi di pasta, secondo una tecnica e delle regole ben precise e un linguaggio tutto napoletano (“alluccare”, “schiaffo”, ecc.). Manipolazione della pasta, arti performative come il lancio in aria del disco di pasta (non certo per folklore ma per consentire alla pasta di prendere ossigeno e la forma necessaria per il successivo passaggio), cottura in forni speciali e con legni particolari: sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano quest’Arte che da generazione fa sognare bambini e adulti.

Tale Arte ha svolto negli anni e svolge tuttora alcune importanti funzioni culturali e sociali, tra cui la principale è il forte senso di identità dei cittadini napoletani in tale pratica in cui riconoscono i valori della convivialità e della prossimità tra i componenti della comunità partenopea. Il mestiere del pizzaiuolo ha dato un’importante possibilità di riscatto sociale e di successo a tanti giovani che, provenienti da contesti difficili, si sono garantiti così un futuro lavorativo anche di ampio rispetto nella società. Di questa tradizione è intrisa l’intera comunità: stessa cosa si può dire del vocabolario tipico della tradizione napoletana per cui è facile sentire il pizzaiuolo “alluccare” (strillare) a Napoli in termini dialettali frasi che ai più possono sembrare incomprensibili, ma che sono parte della cultura della città. “L’Arte dei pizzaioli napoletani” trasmette un’atmosfera rilassata e gioviale grazie anche al banco di lavoro, sempre ben in vista, dove il pizzaiuolo si esibisce e spesso intrattiene bambini e clienti, in un continuo scambio intergenerazionale. Il riconoscimento di tale arte permette una valorizzazione delle conoscenze tradizionali che hanno costituito le sue origini e che spesso sono minacciate dalla globalizzazione.

Iscrivere quest’Arte nella Lista Rappresentativa significa riconoscere il valore di una tradizione sostenibile, attenta alla naturalità, che parla di materie prime legate ad un vero amore e rispetto per la terra, di ingegnosità di uomini e donne che volevano trovare modi gustosi per nutrire le proprie famiglie e la propria comunità

Tale candidatura risponde pienamente alle sollecitazioni dell’UNESCO che, soprattutto negli ultimi anni, ha richiesto agli Stati di candidare pratiche ed elementi esempi di sviluppo sostenibile, di integrazione e di dialogo sociale.

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Due mie passioni si incontrano qualche tempo fa, quella per la scrittura e quella per il mio paese, nasce così il Blog del Made in Italy. E come si potrebbe non amare l'Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l'Italia (Henryk Sienkiewicz)
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