Quote latte: la fine del regime e i timori per il futuro del Made in Italy

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Una questione quella delle quote latte cominciata ben 30 anni  fa nel 1984, con l’assegnazione ad ogni stato dell’Unione Europea di una quota nazionale da dividere tra i propri produttori.

All’Italia – ha spiegato la Coldiretti – fu assegnata una quota di molto inferiore al consumo interno di latte. Nonostante gli aumenti ottenuti negli anni dall’Unione per la propria quota di produzione, nel periodo tra il 1995 e il 2009, il nostro paese è stato più volte multato e – secondo quanto emerge dal Dossier sull’attuazione delle quote latte – è concreto il rischio di nuove ulteriori sanzioni per circa 40 milioni con la fine del regime.

Il superamento delle quote assegnate nella campagna 2014/2015 è dimostrato – sottolinea ancora la Coldiretti – dal trend di aumento del 3% rispetto allo scorso anno registrato dall’Agea tra aprile 2014 e gennaio 2015. Quello che si preannuncia è quindi il primo sforamento dopo l’introduzione della legge 33 del 2009 la quale prevede la possibilità di compensazione solo agli allevamenti di montagna e delle zone svantaggiate, a coloro che non hanno superato il livello produttivo 2007 /2008 e ultimi, in ordine prioritario, agli allevamenti che producono entro e non oltre il 6% della quota loro assegnata.

Cessati quindi i vincoli imposti dall’Europa, con un bilancio in eredità pesantissimo frutto delle politiche di controllo e – come riporta ancora il Dossier – con appena 36 mila allevamenti sui 180 mila degli anni ’80 e solo una stalla su cinque sopravvissuta; il futuro nel libero mercato appare ora incerto e a rischio.

La produzione lattiera in Europa potrebbe aumentare del 6% l’anno “con il rischio di una vera invasione straniera in Italia dove si importa già quasi il 40%dei prodotti lattiero caseari consumati” – denuncia Coldiretti – secondo cui “tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle viene prodotta con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, dato questo non conosciuto in quanto non è obbligatorio riportarlo in etichetta”.

Circa il 50% del nostro latte viene utilizzato per la produzione di formaggi DOP, Denominazione Origine Protetta quali: Parmigiano, Grana, Gorgonzola, Asiago, ecc. o viene venduto come latte fresco. La parte restante si scontra con il latte in arrivo dall’estero e spesso, nonostante i suoi alti standard di qualità, l’Italia non regge il confronto. Perchè? Sono le stesse associazioni di categoria Cia, Coldiretti e Confagricoltura a chiarirne le ragioni: ” Il nostro latte è migliore, lo sanno tutti, solo che produrlo costa tanto e i trasformatori a conti fatti capiscono che è più conveniente comprare il prodotto straniero”.

Sulla denuncia di un rischio di invasione di latte dall’estero il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha risposto che: “La concorrenza estera c’era già, ma ora, con questo passaggio dobbiamo attrezzarci bene, fare più squadra, lavorare per rafforzare l’export grazie alla distintività del nostro latte che nelle prossime settimane arriverà sugli scaffali di vendita con il nuovo logo 100% Italiano. 35 mila allevatori sono un tassello indispensabile e c’è la necessità di tutelarli con un reddito adeguato. Nel medio scenario vedo grandi opportunità ma già ora abbiamo ottenuto 100 milioni di euro per il settore con la la legge di stabilità ultima, rafforzeremo inoltre i nostri formaggi DOP, porteremo nel 2016 il latte nelle scuole, e stiamo riorganizzando la filiera attraverso l’interprofessione e la riforma del contratto; proprio il tema dell’interprofessione è importante come lo è l’azione dell’Antitrust. Per quanto riguarda le sanzioni dobbiamo fare il punto sull’ultima campagna per la quale però abbiamo già ottenuto da Bruxelles la rateizzazione senza interessi per eventuali multe, dopodichè – ha concluso il ministro Martina – le regole vanno rispettate e noi non siamo quelli che metteranno la polvere sotto il tappeto”.

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Lidia Acciarito

Scrittrice per caso, mi sorprendo ogni volta nel guardare con occhi nuovi la bellezza del nostro paese e scoprirne aspetti sempre inediti da condividere nel Blog con tutti voi!
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